Lasciati andare

Sette anni fa la vidi entrare nel mio studio, era una ragazzina sfrontata, ribelle ma simpatica.

Quell’ anno tenevo un corso di pittura a Firenze e lei fu la prima a iscriversi, la prima, in mezzo ad altri 30 ragazzi.

Mi ha sempre incuriosito il suo sguardo, il suo sorriso: osservava le cose in modo diverso e spesso, quando ci parlavo mi sembrava immersa nel suo mondo.

Era creativa, sveglia e a volte testarda : quando si metteva nella testa qualcosa era difficile farle cambiare idea.

Solo per tre anni rimase tra pennelli e quadri, tra risate pomeridiane e litigate furiose, tra battute e frecciatine.

Tre anni mi sono bastati per capire che bella persona fosse, che spesso ero felice solo perché lei era lì, tre volte alla settimane dove la sua compagnia mi faceva tornare ragazzino.

Tre anni per vedere il suo corpo cambiare, il seno era diventato bello e sodo, le sue gambe lunghe e toniche e il suo viso provocante.

Mi piaceva quando a fine lezione si sfilava la bandana e da li sotto usciva una bella chioma mora e mossa che le copriva la schiena.

Il suo profumo inondava la stanza e mentre pulivo i pennelli o sistemavo i quadri a fine giornata c era ancora, riuscivo a captarlo e mi sembrava che lei fosse ancora lì a dipingere.

Non ci siamo mai persi di vista in realtà. Durante questi sette anni c è sempre scappato un aperitivo o una cena e mi ricordo che siamo andati perfino a teatro insieme.

Ha voluto vedermi pochi giorni fa dopo cena e la prima cosa che ho notato è stata la sua bellezza.

I capelli un po’ più corti ma comunque mossi, i suoi occhi nocciola e le sue labbra carnose con un filo di rossetto sopra.

Abbiamo bevuto più del solito e mi ha raccontato la sua vita dopo sei mesi che non ci vedavamo: che è andata a vivere con il suo labrador e lontano dai genitori, che è un po’ in crisi con se stessa e che non ha mai smesso di dipingere.

La cosa mi ha riempito il cuore di una gioia infinita.

Mi ha raccontato che non riesce ad affezionarsi e che è brava a costruire muri fra le persone, che gli piace stare da sola e che ogni tanto una scopata se la concede quando è molto stressata.

Dopo altrettanti bicchieri decidiamo di alzarci e di lasciarci il bar alle spalle.

Barcollando, ci incamminiamo verso casa sua e lei, essendo più alticcia di me, si avvicina chiedendomi di lasciarci andare…

Cerco di allontanarla ma il suo profumo, che non ha mai cambiato in 10 anni, mi inonda. I suoi occhi cercano le mie labbra e il suo vestito sfavillante, con l aria, si alza facendo intravedere mezza coscia.

Era dura dirle di no.

Davanti a casa mi invita ad entrare ma non facciamo quasi in tempo ad aprire la porta che io l’avevo presa in braccio e con delicatezza la baciavo…. Appoggiati al muro ci strofiniamo e ci guardiamo… un po’ imbarazzati

Dopodiché scende e sale su per le scale sfilandosi a poco a poco… una scarpa, poi l altra…

Facendo cadere dalla ringhiera la cintura che avvolgeva il suo vitino da vespa e sugli ultimi tre scalini si sbottona i primi bottoni della camicetta lunga e sexy…

La seguivo ed ero eccitato ma comunque calmo peccato che, quando arriva all’ ultimo bottone e si inginocchia sul letto matrimoniale, non resisto più : la prendo e la inondo di baci sul collo, sul seno, sul suo bellissimo ventre fino ad arrivare più giù.

Con delicatezza la bacio e mi nutro del suo sapore gradevole che riempie la mia bocca e dove, poco dopo, sento il suo piacere intensificarsi sempre più…

Mi spoglio pure io e lei da seduta assaggia il mio sapore.. Sento la sua lingua scorrere su e giù.. Lo stava accarezzando con calma e dolcezza ma la fermo prima di esploderle in bocca.

Le prendo la testa, la guardo negli occhi e la bacio ancora per prendere coscienza di me.

Si distende sul letto ed con le dita la tocco, lei però, si dimena e vuole possedermi.

Piu decisa di me.. Mi intrappola fra le sue cosce e inizia muoversi pian piano toccandosi ogni tanto..

Mi faceva impazzire

E mentre lei si dondolava su e giù io le toccavo i capezzoli delicatamente.

Stava venendo e mentre tremava dal piacere vengo anche io… Rimane distesa su di me per un po’, mi bacia sulla guancia e poi va in bagno a darsi una rinfrescata.

Torna e mi chiede di andare sul terrazzo per fumare una sigaretta

La seguo e inizia a parlarmi dei quadri come se non fosse successo nulla….

La interrompo dicendole che non mi aspettavo tutto questo e lei, spegnendo con forza la sigaretta nel posacenere, mi dice è stata una notte strana ma che sarebbe stata la prima e ultima volta.

Le chiedo il perché da tonto, mi guarda come se la risposta la sapessi già e si, in effetti la risposta io la sapevo benissimo…

La differenza di età, 20 anni per l esattezza.

Mi chiede di uscire di casa e di non sentirci per un po’.. La bacio per l ultima volta e sento che lei rimane e non si vuole staccare.. Ero pronto per farlo ancora ma, mi stacco ed esco contro l aria di questa città con il cappuccio della mia felpa addosso e li dentro, dopo pochi passi, lo sento.. il suo profumo che torna, invadente come sempre.

Tiro fuori il telefono e le scrivo un messaggio

Lasciamoci andare anche domani!

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